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Biopolitica - bioeconomia - processi di soggettivazione
Giornate di studio al Campus di Fisciano

Pubblicato da: Ufficio stampa Unisa on 18 Settembre 2007

Dentro la biopolitica
BPS intende essere uno spazio comune di studio e ricerca; un campo di riflessione interdisciplinare e permanente che, a partire dalla prospettiva teorica offerta dal paradigma biopolitico, provi ad interpretare la socialità contemporanea, le sue trame, le sue aporie, i suoi paradossi e le inedite forme di potere che oggi l’attraversano e caratterizzano.


Programma
Giovedì 27 SETTEMBRE
ore 10.30
Aula dei Consigli, Facoltà di Scienze Politiche
Mariapaola Fimiani, Simona Forti, Enrica Lisciani Petrini discuteranno su: Terza persona. Politica della vita e filosofia dell’impersonale (Einaudi, 2007), di Roberto Esposito.
Coordina Laura Bazzicalupo. Sarà presente l’autore.

GIOVEDÌ 27 SETTEMBRE
Aula dei Consigli, Facoltà di Scienze Politiche
ore 14,00
Laura Bazzicalupo:
Introduzione e presentazione del Centro interdisciplinare BPS

- Biopolitica
Crisi del lessico politico-giuridico. Tra codice della norma e codice del governo
(chairman: Antonio Tucci)
Introduce: Luigi Pannarale
Intervengono: Marco Bontempi, Roberto Ciccarelli, Costanza Margiotta, Antonio Tucci, Salvo Vaccaro, Tommaso Vitale

- Bioeconomia
Tra alienazione e nuove pratiche di oggettivazione del vivente
(chairman: Federico Chicchi)
Introduce: Christian Marazzi
Intervengono: Federico Chicchi, Sandro Chignola, Giovanni Leghissa, Sandro Mezzadra, Francesco Piro, Anna Simone, Elettra Stimilli

Dibattito
ore 20,00
Trasferimento a Salerno
(cena)


VENERDÌ 28 SETTEMBRE
Aula dei Consigli, Facoltà di Scienze Politiche
ore 9.00
- Assoggettamento/soggettivazione. Il governo delle vite
(chairman: Adalgiso Amendola)
Introduce: Paolo Virno
Intervengono: Lorenzo Bernini, Michele Cammelli, Massimo De Carolis, Lelio Demichelis, Olivia Guaraldo, Ottavio Marzocca, Gaetano Rametta

coffe break

- Democrazia radicale e sfera pubblica. Nuove forme di agire politico
(chairman: Laura Bazzicalupo)
Introducono: Ota de Leonardis e Marco Revelli
Intervengono: Adalgiso Amendola, Giorgio Barberis, Vando Borghi, Emanuele Leonardi Dibattito Partecipano: Elena Acuti, Renata Badii, Giovanni Bisogni, Daniela Calabrò, Andrea Cavazzini, Serena Ciccarelli, Carmelo Colangelo, Antonio Cucciniello, Antonella Cutro, Alfredo D'Attorre, Mario D'Episcopo, Graziella Durante, Marianna Esposito, Mariapaola Fimiani, Simona Forti, Maria Rosaria Garofalo, Valeria Giordano, Volker Kaul, Claudia Landolfi, Enrica Lisciani Petrini, Sandro Luce, Francesco Mancuso, Serena Marcenò, Antonio Martone, Marco Mazzeo, Bruno Moroncini, Geminello Preterossi, Emma Russo, Marco Russo, Ingrid Salvatore, Davide Tarizzo



Pranzo


ore 15.00 (Sala Piovani, Dipartimento di Teoria e Storia del Diritto e della Politica)
Riunione organizzativa del Centro BPS

Per informazioni: segreteria scientifica Laboratorio Hans Kelsen 089.962542 segreteria logistica Salvatrice Moscariello 089.962658



Centro studi interdisciplinare
“bioeconomia e processi di soggettivazione”

BPS intende essere uno spazio comune di studio e ricerca; un campo di riflessione interdisciplinare e permanente che, a partire dalla prospettiva teorica offerta dal paradigma biopolitico, provi ad interpretare la socialità contem-poranea, le sue trame, le sue aporie, i suoi paradossi e le inedite forme di potere che oggi l’attraversano e caratterizzano.

Perché un centro studi dedicato al tema della biopolitica?

Perché a nostro avviso la biopolitica può rappresentare uno strumento concet-tuale importante per intercettare le criticità del sociale contemporaneo. La capacità euristica del paradigma biopolitico è in primo luogo nello statuto ambivalente della sua grammatica teoretica. Essa si presta ad un uso non di-sciplinare (i confini delle segmentazioni intellettuali consolidate appaiono da subito insufficienti alla sua fisica teorica) quindi transdisciplinare, ma non solo. La biopolitica è ci pare capace di interpretare e quindi legare as-sieme molteplici fenomenologie tra loro non correlate in modo lineare, mante-nere aperte logiche euristiche ambivalenti e ambiziose. Ci pare capace di la-vorare dentro i paradossi contemporanei. Essa è nella sua istanza logica più congiuntiva che separativa. Per questo è in grado di focalizzare l’attenzione sui residui del presente, e di far balenare innovativi scorci teorici d’analisi. Essa riguarda il desiderio e il soggettivo, i bisogni che ne deri-vano e le forme sociali che sono state e sono attivate quotidianamente e con-tinuamente per governarli e disciplinarli. Essa riguarda il potere, i suoi di-spositivi e quindi riguarda in primo luogo il rapporto e le mediazioni tra soggettività, economia e società.

A partire da Foucault oltre Foucault

Nutrimento teorico necessario e imprescindibile, seppur mai esclusivo o radi-cale, del campo d’indagine concettuale che intendiamo tracciare è l’opera fou-coltiana. In particolare un riferimento importante è al suo concetto di dispo-sitivo; concetto che descrive il potere come azione di presa sul soggetto, sui suoi comportamenti e sulle sue attitudini, e quindi come azione di conforma-zione ad un piano o indirizzo. Il dispositivo declinato biopoliticamente, as-sume inoltre un interesse nuovo e straordinario: è, infatti, tutt’altro che banalmente riconducibile ad un meccanismo coercitivo, ad un’imposizione mera-mente esogena, ad un adeguamento tanto forzato quanto necessario alla disci-plina, ad un imperativo espresso e richiesto da una sovranità pienamente visi-bile. Il dispositivo contemporaneo si presenta tutt’altro che triviale e/o meccanico operazionale. Esso riguarda invece un’azione di presa che s’innesta direttamente sui desideri, sulle disposizioni dei soggetti e si configura come un complesso réseau tra elementi irrelati e dimensioni differenti tra loro composite in modo (relativamente) coerente; tale dispositivo agisce da dentro verso il fuori, a partire dall’interno dei soggetti per indirizzare i loro bi-sogni competenze e capacità, come un’azione endogena tanto impalpabile quanto persuasiva, accattivante, immaginifica, incrementativa. Un potere/sapere par-ticolare (e interessato) che fa della vita e della sua energia cognitiva, af-fettiva e creativa il suo imprescindibile apporto funzionale di valorizzazio-ne.
Il dispositivo biopolitico (o securitario per dirlo alla Foucault) precisa quindi un nuovo discorso sul potere che si pone al di là delle “tradizionali“ pratiche di normazione/inclusione sociale e che funziona come un management pastorale che promette salvezza e libertà alle anime e ai corpi sociali. Come dice Foucault “La libertà è una cosa che si fabbrica in ogni istante” e ancora "Il meccanismo di sicurezza non va ad applicarsi sull'asse sovrano-sudditi, che esige la sottomissione totale e passiva dei secondi al primo... E' un modo assai diverso di far giocare il rapporto collettivo/individuo..".


Ogni biopolitica è un’economia

Il dispositivo biopolitico agisce all’interno di un preciso regime di verità: quello del mercato che trova “la sua formulazione teorica nell’economia poli-tica”. Anche in questo senso la biopolitica è in primo luogo una bioeconomia. La bioeconomia è un’economia dove la sfera dell’economico s’innesta, senza me-diazione alcuna, sulla nuda vita. Il corpo e l’anima divengono oggetti imme-diati del progetto di valorizzazione contemporaneo. Questo aspetto comprende anche il tema della centralità crescente dell’immateriale nel capitalismo con-temporaneo, la crescente rilevanza del general intellect e il progressivo tra-sformarsi del rapporto tra capitale fisso e capitale variabile.
L’intera vita si qualifica oggi e assume identità (fragile, a dire il vero), riconoscibilità sociale, solo in un perverso chiaro/scuro con la sua immediata utilità/spendibilità economica. Le dinamiche radicali di privatizzazione e di soggettivizzazione in atto rompono le tradizionali resistenze politiche al procedere del potere economico che tenta di ridefinirsi rimuovendo il dualismo capitale-lavoro. Il lavoro si ristruttura sussunto nel dispositivo biopolitico in forma d’impresa individuale, si sgancia dalla sua (op)posizione tipicamente moderna con il capitale e si ridefinisce a sua volta come una forma particola-re di capitale: capitale umano. Il pensiero unico è l’attesa cognitiva del po-tere di presa e di messa al lavoro della soggettività.
Questa trasformazione pone però, in seno al sistema, anche un suo rovescio: il tema delle sue nuove ed intrinseche aporie. In particolare lo scarto, l’eccedenza che sempre si produce nella presa del sistema sul vivente, le mol-teplicità/moltitudini sociali emergenti che su di esso provano a tracciare un nuovo spazio del politico. Anche questo è un tema peculiarmente foucaultiano.
Il tema biopolitico crediamo debba sbilanciare la sua riflessione e rischiare anche su questo suo altro lato dell’attualità contemporanea.

Specificità e prime tracce di lavoro

Alcune delle piste di lavoro che costituiranno i primi indirizzi di ri-cerca del centro possono essere così sintetizzate per punti: a) implica-zioni biopolitiche dell’economia intesa come dispositivo di gestione e governo pervasivo delle vite; b) genealogia della persistenza di una traccia bioeconomica lungo il percorso della modernità, a dispetto delle aspirazioni formalistiche delle rappresentazioni politiche e giuridiche dominanti; c) il farsi sempre più eclatante nei sistemi di Welfare attua-li e in generale nel modello di produzione post-fordista di tale traccia dispositiva; d) assunzione da parte del linguaggio economico della con-temporaneità del discorso sulla centralità del corpo come luogo privile-giato di esercizio del potere; e) affermazione di logiche di costituzione di socialità, e di soggettività tendenzialmente conformate ad essa, at-traverso un intreccio sempre più pervasivo e una commistione tra comuni-cazioni mediali, stili di consumo e forme emergenti di produzione f) sve-lamento delle strategie economiche che accompagnano le dinamiche di sog-gettivazione e affermazione identitaria, troppo spesso interpretate come fenomenologie prettamente culturali e/o simboliche; g) attenzione alle aree di eccedenza soggettiva che sfuggono parzialmente alla presa biopo-litica, e che quindi producono inedite forme sociali di rappresentanza, socialità e valore nella società post-fordista; h) definizione e precisa-zione delle convenzioni sociali emergenti che interpretano ed elaborano le grammatiche di giustizia della vita economica e sociale contemporanea.

Le attività del centro e il “metodo” di lavoro

Il primo obiettivo del Centro è quello della formazione di una rete permanente e interdisciplinare di studio sui temi della biopolitica, della bioeconomia e del biopotere. La ricerca avrà l’obiettivo non secondario di promuovere inol-tre una “spendibilità” del paradigma nella lettura delle diverse fenomenologie contemporanee di transizione verso il capitalismo post-fordista. Il paradigma biopolitico dovrà essere capace di contribuire alla lettura del presente; in stretta congiunzione ma anche al di fuori delle sue vocazioni immediatamente teoretiche.
La rete, una volta formata, avrà il compito di attivare le sue risorse per or-ganizzare incontri e seminari interni e/o pubblici sui temi del centro. Tale incontro dovrà essere sempre anticipato da un incontro operativo a cui prende-ranno parte le persone che saranno designate a comporre il direttivo del cen-tro. Ogni anno il centro si occuperà anche di curare alcune pubblicazioni per formalizzare e pubblicizzare le riflessioni svolte in suo seno durante l’anno.
Fondamentale sarà poi la realizzazione di un sito internet del centro studi che avrà lo scopo di presentare i suoi lavori ma anche di fornire informazioni e materiali sui temi della biopolitica e del paradigma in costruzione.
BPS inoltre, senza rinunciare alla sua specificità, coordinerà e confronterà costantemente la sua at-tività con il costituendo Centro Interdisciplinare “Bios” presso il Dipartimento di Politiche pubbliche e scelte collettive dell'Università del Piemonte Orientale.





Parole chiave: giurisprudenza , Economia , Scienze Politiche , Sociologia , Biologia , biopolitica , bioeconomia , UNISA , Campus News




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